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11 dicembre 2011

Video intervista a Rosy Bindi "Il governo Monti non ce lo ha imposto nessuno. Se il PD avesse deciso di andare subito alle elezioni saremmo andati alle elezioni"

http://www.youtube.com/watch?v=x-YVrqCRfHM

Siamo in compagnia di Rosy Bindi, Presidente dell’Assemblea nazionale del Partito Democratico.

Lei ha cominciato a far politica nell’89, in Toscana, con la Democrazia cristiana. Come immaginava sarebbe diventata l’Italia oltre vent’anni dopo?

Forse avrei sperato in qualcosa di meglio, come tutti quanti credo. L’89 è un anno memorabile nella storia dell’Europa e soprattutto nella storia del nostro Paese. Il crollo del muro di Berlino ha provocato grandi cambiamenti nella vita politica italiana. Quando io ho cominciato a far politica c’era sì la Democrazia cristiana ma soprattutto non c’era ancora Berlusconi. Io scommettevo sul rinnovamento della Dc, non certo sulla fine della Democrazia cristiana che si verificò non solo perché ci fu Tangentopoli ma anche perché la Dc, dopo la morte di Moro, aveva un po’ perso la sua possibilità di interpretare davvero una sintesi tra i suoi valori ispiratori e la politica di un Paese che era profondamente cambiato. Aveva governato per troppo tempo forse quel partito. Il fallimento del progetto Moroteo – che era appunto quello dell’alternanza con la sinistra e l’aveva condannata a governare ancora qualche anno – determinò la fine ingloriosa di questa storia. Non avrei mai previsto che la fine di questo partito avrebbe coinciso con l’entrata in politica di un imprenditore come Silvio Berlusconi, protagonista in quegli anni come imprenditore televisivo e fruitore di una certa politica che era quella craxiana degli anni Ottanta, e che fosse proprio lui a determinare il ciclo di questi anni nella vita del nostro Paese. Così come in quegli anni non prevedevo certo che la mia tradizione culturale politica avrebbe finito per unirsi alla storia culturale della sinistra in una nuova formazione politica quale quella del Partito democratico ma che prima è stata preparata con l’Ulivo. Formazione che non è nata per ostacolare Berlusconi,  come qualcuno dice, ma proprio perché c’è stato un incontro tra quei valori che in quegli anni sembravano antitetici e che invece nel nostro Paese si sono uniti, per l’evoluzione che ha fatto la sinistra e anche per rispondere alle attese del nostro tempo che hanno richiesto l’unità delle forze popolari, democratiche e riformiste.

Prolungamento dell’età pensionabile. Quarant’anni di contributi per poter andare in pensione: quanto inciderà nella vita del singolo cittadino e nella comunità nel suo insieme?

Indubbiamente il tempo dell’età lavorativa oggi non può non essere più ampio di quello delle generazioni precedenti. Il motivo è il ritardo dell’entrata nel mondo del lavoro, un allungamento delle aspettative di vita e della vita stessa, l’età media italiana è molto alta.

Quindi lo ritiene giusto?

Sì, ritengo giusto che questi siano gli anni di lavoro e di contribuzione. Ritengo però che insieme a questo dato dovremmo intervenire con politiche di welfare e con una organizzazione della società molto diversa rispetto a quella che ci siamo costruiti con un’età pensionabile inferiore a quella che si prospetta. Pensiamo soprattutto alle donne: in Italia le donne andavano in pensione molto prima degli uomini anche perché avevano da svolgere un lavoro di cura in famiglia. Quindi, ciò che è necessario è rispettare i tempi di lavoro e di pensione ma è soprattutto indispensabile prevedere che l’entrata nel mondo del lavoro dei giovani sia adeguata alle esigenze e non mortificata com’è oggi, che il precariato venga combattuto e che intorno alle famiglie ci sia un welfare davvero capace di prendersi cura delle persone.

Governo Monti.  I sostenitori di questo governo non sono solo gli antiberlusconiani, ma anche coloro che non vedevano nel vostro partito una valida alternativa. Siete in una posizione molto delicata: dare una risposta agli antiberlusconiani ma anche a chi non aveva e non ha tuttora fiducia nel PD.

Il governo Monti è un governo che noi abbiamo voluto. Non ce lo ha imposto nessuno. Se il Partito democratico avesse deciso di andare subito alle elezioni saremmo andati subito alle elezioni. Non è il nostro governo, né d’altra parte lo sosteniamo in una coalizione politica. Questo è un governo sostenuto da politiche che non sono tra di loro in alleanza e che alle elezioni si combatteranno politicamente. Noi non abbiamo nessun imbarazzo a sostenerlo però al tempo stesso lo sosteniamo con le ‘nostre’ idee e chiediamo a questo governo di fare scelte eque in questo momento del Paese.

Il governo Monti arriverà a fine legislatura?

Penso di sì.

E ce lo auguriamo tutti. Arrivederci.

Arrivederci.


8 giugno 2009

AVION TRAVEL ALL'ARCIMBOLDI :" L’AMICO MAGICO " CONQUISTA TUTTI

Un concerto multimediale e coraggioso quello degli Avion Travel che, giovedì sera, hanno appassionato, con le loro note, la platea del Teatro degli Arcimboldi. Sul palco milanese, il teatro canzone della band di Peppe Servillo e Fausto Mesolella si è fuso con la musica dei quarantacinque elementi della Camerata Ducale, diretta dal maestro Marcello Rota, e con le video-pitture di Giuseppe Ragazzini. A guidare il tutto, la regia di Renzo Martinelli.

Un ensemble che è sfuggito alle categorizzazioni e agli schemi, dando vita ad uno spettacolo che ha meravigliato tanto gli intenditori quanto i profani.

Il concerto, inserito nel contesto di “MusicAcross”, festival di produzioni originali diretto da Caterina Caselli, è stato soprattutto un omaggio al compositore milanese Nino Rota, definito da Federico Fellini “l'amico magico”. Rota rappresenta uno dei giganti della musica contemporanea italiana e a dominare la serata sono state proprio le sue colonne sonore, da Amarcord a Il padrino, da Il Gattopardo a La Dolce Vita”, insieme alla voce, possente e malinconica, di Beppe Servillo, autentico trascinatore sulla scena. L’originalità sorprendente, fatta di sfide armoniche e melodiche, la cura di ogni dettaglio, la perfezione sfrenata, il corpo e la voce che mai si risparmiano hanno confermato, ancora una volta, la cifra stilistica della Piccola Orchestra degli Avion Travel. Servillo ha raccontato, come ama fare, delle storie, dei frammenti di vita, vissuti, forse sognati. Ciò che conta è stata l’arte che ha pervaso il teatro. L’arte in musica, in voce, in immagini. Ora suoni popolari, ora umori mediterranei, ora pop, ora jazz, contornati dalla follia delle pellicole felliniane. Un pubblico in delirio, dopo quasi due ore di spettacolo, reclama il tris e gli Avion Travel consacrano la serata con “Canzone arrabbiata”, grande successo rotiano, riproposto alla loro maniera.

Quella di giovedì non è stata solo una rivisitazione musicale di un grande compositore, ma l’incontro e la fusione della musica d’autore con il grande cinema, della realtà con i sogni. Un bagliore sperimentale di cui c’era bisogno.

L'intero incasso del concerto è stato devoluto all'Orchestra Sinfonica Abruzzese.

In uscita, a settembre, un disco dal titolo "L’amico magico" che documenterà l’esperienza degli Avion Travel con la Camerata Ducale di Vercelli.

Per non dimenticare.

http://www.vivalaradio.it/index.php?option=com_content&view=article&id=118:viva-la-radio-network-&catid=41&Itemid=78


16 aprile 2009

"Ma io per il terremoto non do neanche un euro..."

Puntata spettacolare di Annozero con una Sabina Guzzanti strepitosa. E Giacomo Di Girolamo che non si smentisce mai. Finalmente un po’ di vita e un po’ di verità in questa tv piagnona e perbenista.

Se ancora qualcuno non avesse letto, contribuisco anch’io a diffondere il pezzo di Giacomino, affinché il tam tam di questi giorni non si spenga in fretta. E affinché qualcuno possa svegliarsi… magari un po’…!

Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la mia suona come una bestemmia. E che di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede.

Ma io ho deciso. Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda.

Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta del premier. Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le dirette no – stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera. Non do un euro. E credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa fare.

Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo stereotipo dell’italiano generoso, del popolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non voglio che si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da pretesto. Siamo ancora lì, fermi sull’orlo del pozzo di Alfredino, a vedere come va a finire, stringendoci l’uno con l’altro. Soffriamo (e offriamo) una compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un centimetro.
Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I pozzi coperti. Le responsabilità accertate. I danni riparati in poco tempo.

Non do una lira, perché pago già le tasse.
E sono tante. E in queste tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni volta la Protezione Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti eccellenti evasori che attraversano l’economia del nostro Paese.
E nelle mie tasse c’è previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi. Con le mie tasse pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma proprio nulla, che non sia passerella.

C’è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare i posti terremotati. In un viaggio pagato – come tutti gli altri – da noi contribuenti. Ma a fare cosa? Ce n’era proprio bisogno?
Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha parlato di “new town” e io ho pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo: “new town”. Dove l’ha preso? Dove l’ha letto? Da quanto tempo l’aveva in mente?
Il tempo del dolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto deve essere masticato, riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come nasce “new town”. E’ un brand. Come la gomma del ponte.

Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani, nei posti del terremoto. Il Presidente del Senato dice che “in questo momento serve l’unità di tutta la politica”. Evviva. Ma io non sto con voi, perché io non sono come voi, io lavoro, non campo di politica, alle spalle della comunità. E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilità su quello che è successo, perché governate con diverse forme - da generazioni - gli italiani e il suolo che calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete per una solidarietà che copra le amnesie di una giustizia che non c’è.

Io non lo do, l’euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni, prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. E allora perché io devo uscire questo euro? Per compensare cosa?
A proposito. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono eccome quel terremoto. E diedero un po’ dei loro risparmi alle popolazioni terremotate.
Poi ci fu l’Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico versamento su conto corrente postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti come è andata.
Dopo l’Irpinia ci fu l’Umbria, e San Giuliano, e di fronte lo strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente.
Ma ora basta. A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima?
Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro: comprando un giornale scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L’Aquila in realtà era un albergo, che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico, nonostante non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo.
Ecco, nella nostra città, Marsala, c’è una scuola, la più popolosa, l’Istituto Tecnico Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che è un albergo trasformato in scuola. Nessun criterio di sicurezza rispettato, un edificio di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha speso quasi 7 milioni di euro d’affitto fino ad ora, per quella scuola, dove – per dirne una – nella palestra lo scorso Ottobre è caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo scirocco! C’è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo inventare?) il controsoffitto in amianto.

Ecco, in quei milioni di euro c’è, annegato, con gli altri, anche l’euro della mia vergogna per una classe politica che non sa decidere nulla, se non come arricchirsi senza ritegno e fare arricchire per tornaconto.
Stavo per digitarlo, l’sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno sottolineato gli eccezionali ascolti del giorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo pago io, con il canone, ho capito che già era qualcosa se non chiedevo il rimborso del canone per quella bestialità che avevano detto.

Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi. E siccome so già che così non sarà, penso anche che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l’alibi per non parlare d’altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta all’opposizione) perché c’è il terremoto. Come l’11 Settembre, il terremoto e l’Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto.
Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi dei politici per un anno, o quelli dei super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta sempre più rabbia.
Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio sdegno.

Perché rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di italiano di avere una casa sicura. E mi nasce un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire “in Giappone non sarebbe successo”, come se i giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know – how del Sol Levante fosse solo un’ esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria fresco di laurea sa come si fanno le costruzioni. Glielo fanno dimenticare all’atto pratico.
E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel frastuono della televisione non c’è neanche un poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia.
Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello che penso.
Come la natura quando muove la terra, d’altronde.

Giacomo Di Girolamo
per Marsala.it


14 dicembre 2008

Il caso Parlanti: interviene la dottoressa Agnesina Pozzi

La voce di Megaride per Carlo Parlanti

Marina Salvadore intervista la compagna di Carlo Parlanti, Katia Anedda, per il periodico La Voce di Megaride, a Napoli. Durante la registrazione interviene la dottoressa Agnesina Pozzi che analizza, dal punto di vista medico, i rapporti e le dichiarazioni della presunta vittima, Rebecca Mc White.

 http://blog.libero.it/carlofree/6102565.html

Inserite anche voi il video nei vostri blog. Contribuiamo come possiamo affinchè si faccia chiarezza su un caso di negata giustizia. Ce ne sono tanti - lo so -, ma proviamo a fare qualcosa per quelli di cui veniamo a conoscenza.  


12 ottobre 2008

Il caso Parlanti: è anche tuo dovere esserci!


16 luglio 2008

SOS Pillola del Giorno Dopo

 

SOS Pillola del Giorno Dopo

Una struttura pubblica ti ha negato la prescrizione della pillola del giorno dopo? Se sei a Roma, a Milano, a Bari o a Salerno, puoi ricevere assistenza immediata chiamando i numeri di Soccorso Civile ed ottenendo subito la ricetta e l'assistenza legale necessaria per denunciare i medici e le strutture che ti hanno negato un tuo diritto.
Clicca qui per saperne di più e per conoscere i numeri telefonici da chiamare.


16 luglio 2008

Englaro, Cappato-Riccio: sentenza storica

Englaro, Cappato-Riccio: sentenza storica

"Si tratta di una decisione di buon senso. - queste le prime parole di Marco Cappato a commento della sentenza - I giudici del caso Englaro hanno dimostrato rispetto, oltre che della Costituzione, sia della storia e del vissuto di Beppino Englaro che di quella di Eluana. È' tempo che il corpo di Eluana, trattato come un oggetto da una politica ottusa e ideologica - conclude il segretario dell'Associazione Luca Coscioni -, sia dissequestrato e restituito alla volontà da lei espressa". Per Mario Riccio, medico anestesista del caso Welby, "la sentenza di oggi sul caso Englaro è importante e storica, e letta assieme alla sentenza Welby, dà piena legittimità giuridica ai testamenti di vita anche nel nostro paese". "Infatti le due sentenze - continua Riccio, oggi consigliere generale dell'Associazione Luca Coscioni - riconoscono la natura terapeutica di ogni trattamento e l'obbligatorietà di rispettare il volere del paziente anche dopo che questo ha perso, eventualmente, capacità di intendere e volere (come d'altronde anche il Codice di deontologia medica sostiene)".


21 giugno 2008

Che differenza fa?

 Gli esami sono arrivati e per il secondo anno io sarò dall'"altra parte". E tra prima, seconda e terza prova, tra una tesina e l'altra, contribuirò a sfornare diplomi anche a chi scrive che Baulelaire ha vissuto nel Settecento, a chi scrive "le motività" per intendere l'emotività e a chi, ancora alla maturità, scandisce rappresent- con -ato nella riga sottostante. Alla domanda "qual è il titolo della tua tesina?" qualcuno farfuglia "Bilancio ehm… credo, anzi no…Il bilancio…(pausa) vabè! che differenza fa?
In effetti, riflettendoci bene, che differenza fa?


24 maggio 2008

Berlusconi sommerso dai rifiuti a Napoli

 
Ecco come ci vede la stampa estera.
Pubblicata in settimana dal quotidiano belga
Le Soir, una vignetta di Kroll con un Silvio Berlusconi sommerso dai rifiuti a Napoli.


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22 maggio 2008

Trentennale della Legge 194

22 maggio 1978. Dopo una campagna avviata dai radicali negli anni 70, all'indomani di una lunga e vittoriosa raccolta firme per un referendum vanificato dallo scioglimento anticipato delle Camere e sulla scorta di una storica decisione della Corte Costituzionale, veniva approvata la legge 194 che depenalizza l'interruzione di gravidanza.
22 maggio 2008. L'Associazione, con le sue Cellule e gli Studenti Coscioni per la libertà di ricerca, grazie al sostegno di cittadini, medici e militanti iscritti, raccoglierà firme in tutta Italia per l'abolizione della ricetta sulla "pillola del giorno dopo". Nessuna celebrazione, solo il momento per ribadire che la contraccezione e non l'obiezione è il reale strumento antiabortista.


A trent'anni dall'introduzione della legge 194 sull'aborto nel nostro paese, l'Associazione Luca Coscioni con le Cellule e gli Studenti Coscioni per la Libertà di Ricerca, insieme a altre associazioni radicali organizzano tavoli di informazione sessuale in molte università e città.
La petizione.
I tavoli previsti.
Promuovi anche tu l'iniziativa nel tuo istituto!

La diminuzione esponenziale del numero di aborti conseguente all'emersione del fenomeno dall'illegalità può proseguire soltanto grazie alla diffusione dell'uso degli anticoncezionali, tra cui la pillola del giorno dopo. Tuttavia, in un'epoca in cui i cosiddetti obiettori di coscienza negano l'erogazione di un servizio pubblico, imponendo di fatto la propria coscienza come etica di stato, procurarsi la ricetta per la pillola di emergenza diventa una lotta per l'esercizio di un proprio diritto.


13 maggio 2008

Felicia Impastatato ricorda il figlio Peppino

 

 


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1 maggio 2008

l° maggio 1947. Per non dimenticare la strage di Portella della Ginestra

La vecchia credeva che fossero mortaretti e cominciò a battere le mani festosa. Rideva. Per una frazione di secondo continuò a ridere, allegra, dentro di sé, ma il suo sorriso si era già rattrappito in un ghigno di terrore. Un mulo cadde con il ventre all'aria. A una bambina, all’improvviso, la piccola mascella si arrossò di sangue. La polvere si levava a spruzzi come se il vento avesse preso a danzare. C'era gente che cadeva, in silenzio, e non si alzava più. Altri scappavano urlando, come impazziti. E scappavano, in preda al terrore, i cavalli, travolgendo uomini, donne, bambini. Poi si udì qualcosa che fischiava contro i massi. Qualcosa che strideva e fischiava. E ancora quel rumore di mortaretti. Un bambino cadde colpito alla spalla. Una donna, con il petto squarciato, era finita esanime sulla carcassa della sua cavalla sventrata. Il corpo di un uomo, dalla testa maciullata cadde al suolo con il rumore di un sacco pieno di stracci. E poi quell'odore di polvere da sparo.
La carneficina durò in tutto un paio di minuti. Alla fine la mitragliatrice tacque e un silenzio carico di paura piombò sulla piccola vallata. In lontananza il fiume Jato riprese a far udire il suo suono liquido e leggero. E le due alture gialle di ginestre, la Pizzuta e la Cumeta, apparvero tra la polvere come angeli custodi silenti e smarriti.
Era il l° maggio 1947 e si era appena compiuta la prima strage dell'Italia repubblicana.

Da:
http://www.misteriditalia.com/giuliano/strage-portella/

Link interessanti:
http://www.misteriditalia.com/giuliano/strage-portella/GIULIANOPortellaperche.pdf

http://www.misteriditalia.com/giuliano/strage-portella/GIULIANO%20(Colpevole%20annunciato%20LUnita).pdf

http://www.misteriditalia.com/giuliano/strage-portella/GIULIANO%20(La%20prima%20strage%20di%20Stato).pdf

http://www.misteriditalia.com/giuliano/strage-portella/OK%20-%20GIULIANO%20(primo%20maggio%20di%20un%20mistero%20di%20stato%20LUnita).pdf


2 gennaio 2008

Per non dimenticare: "Povera patria", di Franco Battiato, inno del V - Day

 Povera patria
(da "Come un cammello in una grondaia", Franco Battiato, 1991)

Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos'è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore...
ma non vi danno un po' di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambierà, non cambierà
sì che cambierà, vedrai che cambierà.
Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po' da vivere...
La primavera intanto tarda ad arrivare.


 


26 dicembre 2007

Charles Chaplin e Adolf Hitler

                             
" La Provvidenza era in vena d'ironia quando, esattamente cinquant'anni fa, dava ordine che Charles Chaplin e Adolf Hitler facessero il loro ingresso nel mondo a quattro giorni di distanza l'uno dall'altro …Entrambi, in modi diversi, hanno espresso le idee, i sentimenti, le aspirazioni dei milioni di cittadini che si arrabattano fra le sfere più alte e quelle più umili della società; la data di nascita quasi comune e i baffetti identici (volutamente grotteschi in Chaplin) potrebbero essere stati preparati dalla natura stessa per sottolineare la natura analoga del loro genio; ché entrambi, senza dubbio, di genio sono dotati. Tutti e due rispecchiano la stessa realtà: la condizione del "piccolo uomo" nella società moderna; e tutti e due la rispecchiano in modo distorto, l'uno in senso positivo, l'altro in senso orribilmente negativo. In Chaplin, l'ometto è un clown timido, inefficiente, pieno di infinite risorse ma sconcertato da un mondo che non ha posto per lui: se dà un morso a una mela, ci trova un verme; i suoi pantaloni, lacero residuo di eleganza, lo fanno inciampare; il suo bastone da passeggio arieggia a uno chic del tutto ingiustificato; se aziona una leva è quella clamorosamente sbagliata e ne consegue una catastrofe. E' una figura eroica, ma eroica solo nel senso che sa affrontare tutti i colpi del destino con pazienza e con spirito indomito; è una figura che emula gli angeli nel suo comportamento ingenuo e nella sua grande capacità d'amore. In Herr Hitler, invece, l'angelo è diventato un demonio; gli stivali senza suola si sono trasformati in Reitstieffeln; i pantaloni sformati in costume da cavallerizzo; il bastone da passeggio in un frustino; la bombetta in una bustina militare. Insomma, il vagabondo si è arruolato fra i così detti "Sturmtruppen": solo i baffi rimangono gli stessi."
(in D. Robinson, Chaplin, la vita e l'arte, trad. it. Venezia 1987)."


28 giugno 2007

Maturità: parlano gli studenti...

 
 

 


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permalink | inviato da reporteritinerante il 28/6/2007 alle 20:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

4 giugno 2007

I giovani italiani sono indietro nelle tecnologie rispetto ai pari età europei

I giovani italiani sono indietro nelle tecnologie rispetto ai pari età europei. E il distacco dall'America è enorme in termini di approccio al mercato, anche se forse si apre qualche spiraglio.
Una recente ricerca condotta dall'istituto di statistica europeo
Eurostat getta un'ombra sulle generazioni future italiane: nel confronto con i pari età europei, gli under 24 nazionali escono con le ossa rotte. La popolazione italiana è destinata ad invecchiare sempre più e i giovani usano poco e male il Web, con competenze informatiche generali insufficienti a competere col resto del continente, il livello di scolarizzazione è il più basso, il tasso di disoccupazione ai primi posti in Europa.

Il quadro di riferimento
L'indagine di Eurostat, presentata in occasione del Forum dei giovani nell'ambito dei festeggiamenti per il 50° anniversario della firma dei Trattati per l'Unione Europea, ha coinvolto i 27 Stati dell'Europa allargata.
Un primo dato è relativo alla percentuale di giovani rispetto alla popolazione totale. L'Italia si ferma al 24,5 per cento, ben sotto la media europea del 28,6 per cento. Se si considerano solo gli under 15, siamo gli ultimi in Europa. Se non interverranno fattori positivi, le previsioni Eurostat calcolano che nel 2050 il numero di giovani italiani scenderà sotto la soglia del 20 per cento.
Anche nel livello di scolarizzazione, l'Italia non ne esce bene: i ragazzi diplomati tra i 20 e i 24 anni sono soltanto 73 su 100, rispetto a una media del 77,4 per cento. In stretta relazione con questo dato, emerge il risultato relativo al lavoro: in Italia è disoccupato più di un giovane su 5 (il 20,1 per cento), contro la media europea del 16,8 per cento. Inoltre la percentuale di giovani che studia e lavora in Italia è del 25,8 per cento, ultima in assoluto, contro una media europea del 36 per cento.

Indietro nelle sfide tecnologiche

Da questo quadro d'insieme non esaltante, anche il rapporto con l'informatica e la Rete non dà segnali positivi all'Italia: le ragazze e i ragazzi italiani sfiorano la maglia nera in Europa, con un tristissimo 55 per cento di accessi ad Internet almeno una volta la settimana, percentuale che ci pone appena un gradino più in alto di Bulgaria, Grecia e Malta. La media europea si attesta al 73 per cento, con risultati altissimi nei paesi nordici, nel Benelux, in Germania e, a sorpresa, nei Paesi dell'ex blocco sovietico (Estonia, Lituania e Lettonia).
Ancor peggiore è il risultato nazionale rispetto all'utilizzo, la conoscenza e la familiarità con il computer, i suoi strumenti e le sue potenzialità: solamente il 32 per cento dei giovani italiani può infatti essere considerato veramente esperto di informatica e Internet (la media europea è 39 per cento). La quota di chi fa compere sul Web si ferma ad un misero 8 per cento, contro una media europea del 26 per cento, con picchi notevoli in Germania, Svezia e Regno Unito (tra il 40 e il 50 per cento).

Generazioni tecnologiche?

Nel mondo sempre più informatizzato e globalizzato sapere utilizzare bene il computer e Internet non sarà solo importante: da qui passa già ora e passerà sempre di più in futuro la prospettiva di uno sviluppo competitivo del sistema-Paese, in termini di aziende e mercato, di scuola e ricerca, di democrazia e partecipazione. Le conoscenze informatiche e più in generale tecnologiche definiranno ancora di più le gerarchie mondiali, e l'Italia sta forse perdendo l'occasione di restare agganciata al resto d'Europa. Il rischio è quello di ritrovarsi con una diffusa carenza di alfabetizzazione informatica o comunque con un utilizzo e conoscenza generica e superficiale degli strumenti tecnologici.

Il digital divide in casa

Mentre nel nostro Paese si sta ancora procedendo a rilento per portare la banda larga ovunque, in Lettonia e in Estonia i ragazzi possono collegarsi alla Rete in modalità wireless su autobus di linea o treni pendolari. Proprio questo dato dovrebbe allarmare: Paesi che fino a poco tempo fa venivano considerati appena sopra il terzo Mondo, in realtà hanno conosciuto un exploit incredibile riguardo l'innovazione tecnologica ed oggi stanno ponendo le basi per essere autorevoli concorrenti nello sviluppo e nei mercati. Il nuovo digital divide che si profila all'orizzonte non riguarda più la semplice possibilità d'accesso a Internet, ma il suo utilizzo avanzato, per fare e-business, accedere ai servizi del pubblico e del privato, creare valore e sviluppo. E in tutto questo il ruolo dei giovani è fondamentale per non restare indietro.

I motivi del ritardo

In Italia, Internet ha ancora una valenza troppo ludica: è il mezzo per scaricare musica, condividere momenti di svago e intrecciare relazioni interpersonali. In questo, i giovani italiani non sono diversi dai loro coetanei europei. Ciò che sembra mancare è lo scatto verso l'altro uso, più responsabile e avanzato della Rete: altrove il Web rappresenta l'accesso alla conoscenza per milioni di giovani, che online colgono l'occasione per restare informati, aggiornarsi, lavorare e acquistare. Nonostante i tentativi, anche la scuola non sembra essere riuscita a far passare questo messaggio, e sicuramente non l'aiutano i media tradizionali, pronti a dipingere il Web come un luogo pittoresco, a volte divertente a volte pericoloso, ma raramente come uno strumento di sviluppo e crescita.

Un mercato non a misura di giovani

Del resto tutta l'Europa, nei confronti del Nord America, per esempio, già paga un ritardo culturale nell'approccio alle tecnologie come risorsa. Gli spazi per i giovani creativi sono pericolosamente ristretti, anche a causa di un mercato poco attento all'innovazione e alla concorrenza. Le più grandi società tecnologiche al mondo, Microsoft e Google, hanno mosso i primi passi grazie alla genialità dei loro creatori, ma anche grazie a un modello imprenditoriale che favorisce il mercato, le idee e le innovazioni. In Europa, e in Italia in particolare, si privilegia ancora il capitale.

Le risposte da un venture capital

Qualcosa però si sta muovendo: stanno infatti nascendo strutture a sostegno dall'innovazione e della creatività sul modello dell'americana YCombinator, un venture capital che ha trovato, sponsorizzato e favorito la nascita e l'ascesa di nuove imprese tecnologiche giovani (con relativi ritorni economici). Il venture capital investe soldi nei talenti, mettendo a disposizione il capitale di partenza, e i successivi ricavi della nuova azienda (in percentuale dal 6 al 10, di solito) vengono destinati al finanziatore. Ora questo venture capital sbarca in Europa aprendo YEurope, con sede a Vienna e puntando proprio sul mercato tecnologico. Da luglio a settembre, i migliori otto progetti che perverranno all'attenzione del venture capital potranno godere di un finanziamento di partenza per sviluppare la propria idea e lanciare lo start-up. Un modello che in passato in Europa non ha attecchito completamente. Lo scenario sta per cambiare?




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1 giugno 2007

Sicilia ultima nella classifica del numero di connessioni a internet

La Sicilia, nonostante i numeri in crescita, è l'ultima regione italiana per numero di utenti connessi su internet con il 27,3% della popolazione superiore ai 15 anni (1 milione e 128 mila utenti), preceduta di pochi punti percentuali dalla Campania (28%), dalla Puglia (28%), dalla Calabria (30,9) e dal Molise (32,3%). Primo il Lazio (42,5%), seconda la Lombardia (42,3%), terzo il Veneto (40,8%) e quarta la Valle d'Aosta (40%). Lo afferma una ricerca di Dhl Express Italy. Ne è emerso che quotidianamente il web viene utilizzato per informarsi, acquistare, prenotare viaggi o servizi dal 36,8% della popolazione. Negli ultimi cinque anni il trend di utenti ha registrato una crescita del 6% su tutto il territorio nazionale. Le province siciliane con il numero più alto di accessi a
Internet sono in ordine Palermo (33% e 337.127 utenti superiori ai 15 anni), Catania (32% - 278.534), Messina (31,7%-177.619), Agrigento (27%-100.897), Trapani (25,2% - 89.739), Siracusa (23,1% - 76.884), Ragusa (21,5% - 53.052) ed Enna (21,1% - 31.026). In Sicilia a connettersi (i dati sono relativi alla popolazione superiore ai 15 anni di età) sono prevalentemente studenti (75,5% del totale), seguiti da impiegati (67,6%), liberi professionisti (64,9%), gente in cerca di prima occupazione (32,8%) e operai (20,8%). Indietro casalinghe e pensionati, rispettivamente al 4,6% e al 3,2%.




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31 maggio 2007

Un video esclusivo sui pestaggi al Gay Pride e l'arresto di Marco Cappato da parte delle forze speciali russe

 
Pubblicato su You Tube il documentario realizzato da RadioRadicale.it contenente un video esclusivo girato dal militante del Partito radicale Ottavio Marzocchi durante il suo arresto, la radiocronaca in diretta per Radio Radicale di David Carretta, la documentazione sui pestaggi contro i partecipanti al Gay Pride, l'arresto di Marco Cappato da parte delle forze speciali russe, il duo Tatu, la complicità della polizia russa con i naziskin e gli ortodossi anti-gay.

Le prove di come il regime di Putin continua a reprimere con ogni mezzo la libertà di espressione.

Guardate e diffondete:

http://www.youtube.com/watch?v=1-dhQfJmODs





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29 maggio 2007

IL VESPRO esprime solidarietà ai colleghi di MARSALA c'è

IL VESPRO esprime solidarietà ai colleghi di MARSALA c'è

 
A nome della redazione  voglio esprimere tutta la nostra solidarietà ai colleghi della testata Marcala c'è per il modo con cui sono stati trattati dalla signora Giulia Adamo che il giorno 28 us., nella sala stampa del Comune ha rifiutato poco simpaticamente di rilasciare una breve dichiarazione da vincitrice.

Ancora più esecrabile il comportamento di alcuni componenti dello staff del neo assessore che con frasi neanche tanto velate incitavano a non dare spazio a quelli là riferendosi ai giornalisti del quotidiano e facendo chiaramente riferimento al fatto che l'editore del giornale si era candidato e posto contro la coalizione di Carini.

Abbiamo avuto modo di constatare l'assoluta equidistanza trai i vari soggetti in competizione mostrata dalla redazione di Marsala c'è durante la campagna elettorale e non comprendiamo come si possano manifestare situazioni così poco simpatiche.

Vogliamo credere che la signora Adamo in quel momento fosse stata troppo eccitata per aver vinto la sua personale battaglia e che i componenti del suo staff in quel momento erano troppo inebriati di gioia per comprendere la gravità del loro comportamento.

In ogni caso riteniamo che certi comportamenti non possano essere giustificati e riteniamo che la signora ADAMO, da quella squisita persona che è, non avrà alcuna remora a chiedere pubbliche scuse ai colleghi di Marsala c'è.

 

Michele Santoro

Direttore




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29 maggio 2007

Una campagna politica

Una campagna politica, in ispecie se vincente,
 
costa molto più di quanto possa pagare un uomo onesto.




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24 maggio 2007

La mafia fa affari anche al Nord

Intervista a Giuseppe Linares, capo della squadra mobile di Trapani, l'inseguitore di Bernardo Provenzano. «Il nuovo boss? Matteo Messina Denaro»
video tratto da: Corriere della Sera


http://mediacenter.corriere.it/MediaCenter/action/player?uuid=5c20708e-0948-11dc-94b8-0003ba99c53b



 




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17 maggio 2007

Comincia oggi il processo a Sodano e ai giornalisti di Anno Zero, Michele Santoro e Stefano Maria Bianchi

Comincia oggi dinanzi al tribunale civile di Roma il processo a carico dell'ex prefetto di Trapani Fulvio Sodano e dei giornalisti della redazione Rai 'Anno Zero', Michele Santoro e Stefano Maria Bianchi. A citarli in giudizio e' stato il senatore Antonio D'Ali', (Fi), attuale presidente della provincia regionale di Trapani, che si e' sentito diffamato da un reportage in cui veniva indicato dal prefetto come responsabile del suo trasferimento. Sodano, come ha recentemente ricordato il capo della Mobile di Trapani, Giuseppe Linares, deponendo ad un processo di mafia, ha sventato il tentativo di Cosa Nostra di riappropriarsi della 'Calcestruzzi Ericina', azienda confiscata al boss trapanese Vincenzo Virga. Il suo trasferimento avvenne poco dopo.

Da Trapani, alla volta di Roma, ieri e' partito un pullman di 'Libera' per esprimere solidarieta' a Sodano ed ai due giornalisti. 'Sul caso Sodano vogliamo conoscere la verita' fino in fondo, senza eccezione alcuna', dice Margherita Asta, responsabile di 'Libera' Trapani, in viaggio per Roma con un pullman per esprimere solidarieta' all'ex prefetto Fulvio Sodano. All'iniziativa di 'Libera' hanno aderito, tra gli altri, Michela Buscemi, una delle prime donne a costituirsi parte civile ad un processo di mafia, una delegazione dell'associazione 'Rita Atria' ed alcuni studenti delle scuole superiori di Alcamo. 'Lancio un appello alla gente onesta affinche' domani a Roma, davanti la sede del tribunale civile - dice Margerita Asta - ci sia quanta piu' gente possibile a stringersi attorno ad un servitore dello Stato e a due giornalisti che hanno la sola colpa di aver fatto, in terra di mafia, fino in fondo il proprio dovere.

Intanto la procura di Palermo ha acquisito nei giorni scorsi numerosa documentazione negli uffici di Roma del Comitato esecutivo per i servizi di informazione e sicurezza (CESIS) nell'ambito dell'inchiesta che la Direzione distrettuale antimafia ha avviato sul trasferimento del prefetto Fulvio Sodano da Trapani, avvenuto nel 2003.
Gli inquirenti ipotizzerebbero che ci sarebbero state 'pressioni politiche' per trasferire il prefetto da Trapani.
Sodano aveva segnalato all'epoca il tentativo effettuato da boss mafiosi locali di acquisire un impianto di calcestruzzi che era stato confiscato al capomafia Vincenzo Virga, che proprio ieri e' stato condannato a Milano in appello, in concorso con il senatore Marcello Dell'Utri per tentata estorsione.
Intanto domani a Roma, davanti al tribunale civile, si apre il processo per diffamazione nei confronti del prefetto Fulvio Sodano e dei giornalisti della trasmissione Rai 'Anno Zero' Michele Santoro e Stefano Maria Bianchi. In un'intervista Sodano aveva indicato come responsabile del suo trasferimento l'ex sottosegretario agli Interni Antonio D'Ali' (Fi), attuale presidente della provincia di Trapani, che lo ha citato in giudizio insieme con i due giornalisti.




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3 maggio 2007

Maturità: forse si torna a fare sul serio

Maturità: forse si torna a fare sul serio

Dopo che negli ultimi 6 anni il numero di privatisti è aumentato di 15 volte ed il numero degli ottisti decuplicato, con le nuove regole restrittive della riforma Fioroni finisce l'era della maturità-barzelletta in cui, attraverso gli istituti non statali, migliaia di privatisti hanno avuto gioco facile nell'accaparrarsi il diploma

La temuta riforma degli esami di Stato fortemente voluta dal Ministro Fioroni e realizzata nei primi mesi del suo ministero sta già dando i primi risultati. Le novità introdotte erano finalizzate a ridare dignità ad una prova che stava ormai perdendo di significato considerando le facilitazioni e le scappatoie che offriva agli studenti, specialmente a quelli che si affidavano ai cosidetti "diplomifici".

Durante la maturità 2006, quando era già stato nominato Ministro ma non aveva ancora avviato la riforma degli esami di Stato, Fioroni ha provveduto ad effettuare controlli a tappeto la' dove si pensava ce ne fosse più bisogno ed è così che un pool di ispettori ha visitato le scuole riscontrando irregolarità ed escludendo così dalle prove diversi ottisti, quasi tutti provenienti da strutture private.

Il fenomeno dei "saltanti" si è moltiplicato da quando, nel 2002, il Governo Berlusconi ha cambiato le regole del gioco passando dalla commissione giudicatrice mista ad una composta esclusivamente da membri interni. Questo ha indubbiamente facilitato la vita di coloro che si affidavano a strutture private - ad esempio per fare i famosi 2 anni in uno - ed infatti, se gli ottisti alla fine degli anni '90 erano poche decine, nel 2003 erano 1.353 e nel 2006 addirittura 1.700.

Gli effetti della riforma Fioroni si stanno vedendo anche in questi giorni: sono calati gli studenti che dal penultimo anno salteranno l'ultimo e faranno direttamente gli esami di maturità, quest'anno appena 140 contro un numero dieci volte superiore esaminato lo scorso anno.

Cosa è accaduto durante l'era Moratti? Eravamo un paese popolato da giovani Einstein o, effettivamente, era diventato davvero facile saltare le regole ed appropriarsi dell'ambito diploma? C'è il fondato sospetto che le paritarie rendessero troppo semplice il superamento della maturità e la riforma Fioroni, irrigidendo le regole, è intervenuta anche su questo: per l'esame di Stato 2007 il numero di privatisti è calato del 30% passando dagli 11.000 dell'anno scorso ai 7.000 di oggi. Nel '99 erano solo 217.


a cura di Marta Ferrucci 5 aprile 2007




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3 maggio 2007

Il telefono fisso va in cantina

Il telefono fisso sta per essere messo per sempre in cantina. Almeno secondo l'ultimo sondaggio di Eurobarometro da cui emerge che gli europei usano sempre più i cellulari e preferiscono internet per le comunicazioni intercontinentali. Dall'indagine, effettuata nei 27 Stati membri dell'Unione europea, è evidente come ormai le tecnologie siano alla portata di tutti i cittadini.
Il 95% degli europei ha un telefono (mobile o fisso), il 54% delle famiglie ha un computer e la maggior parte ha accesso a internet, il 97% possiede una televisione e, infine, aumenta l'utilizzo di pacchetti di servizi, il più comune è la combinazione del telefono fisso con l'accesso a internet (8%).
Le percentuali indicano anche una inversione di tendenza, infatti il numero di famiglie (22%) che decide di usare solo il cellulare è superiore al numero di famiglie (15%) che utilizza solo il telefono fisso. Utilizzano entrambe le soluzioni l'87% degli svedesi, l'86% dei maltesi e l'85% degli olandesi, per poi passare al 65% dei tedeschi e al 64% degli irlandesi, fino ad arrivare al 40% di austriaci, finlandesi e belgi.
Otto Stati membri usano solo i cellulari, in particolare in Finlandia e nella Repubblica Ceca dove si arriva al 54% degli utenti mentre il fisso rimane il mezzo di comunicazione preferito in Germania e in Bulgaria. Sono poche ma esistono ancora famiglie che non alcun tipo di linea telefonica: il 23% in Romania, il 15% in Bulgaria, il 12% in Ungheria e il 10% in Lituania.
La fine dell'epoca del telefono fisso è dovuta anche alla possibilità da parte degli utenti di comunicare tramite internet a volte a costo zero. Il 17% degli europei dispone di una connessione nella propria abitazione e chiama via web, ma esiste una netta differenza tra vecchi e nuovi Stati membri. A sorpresa usano internet soprattutto lituani (59%), bulgari (59%) e lettoni (56%), mentre solo il 9% di irlandesi e greci si avvale delle nuove tecnologie.
Il 30% delle famiglie europee dispone di una connessione internet ad alta velocità e il 53% degli utenti accede alla rete tramite una linea Adsl. Il 34% delle connessione a banda larga sono senza fili e il sondaggio registra anche un'aumento del numero di utenti che vede la televisione via cavo o via satellite.





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1 maggio 2007

Primo maggio: ricordando Portella della Ginestra

In memoria di Portella della Ginestra. Il presidente della Camera Fausto Bertinotti assieme ai segretari generali di Cgil e Cisl Guglielmo Epifani e Raffaele Bonanni, e al segretario organizzativo della Uil Carmelo Barbagallo, hanno ricordato a Palermo l'assassinio di Pio La Torre, segretario regionale del Pci ucciso dalla mafia 25 anni fa, il 30 aprile 1982, con il suo collaboratore Rosario Di Salvo, e il 60esimo anniversario della strage di Portella della Ginestra.

"Occorre continuare la ricerca della verita' su tutte le circostanze e le responsabilita' di quell'inaudito massacro: non solo per dovere verso le vittime innocenti, ma anche per quel che Portella della Ginestra rappresento' come primo segno di una volonta' eversiva della nuova legalita' democratica repubblicana". Lo afferma il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel messaggio inviato in occasione del 60° anniversario della strage di Portella della Ginestra, ai segretari generali di CGIL, CISL e UIL di Palermo. "Ricorre quest'anno - si legge nel messaggio del capo dello Stato - il 60° anniversario dell'orrenda strage di lavoratori, donne e giovani, convenuti a Portella della Ginestra il 1° maggio 1947 per il tradizionale appuntamento della festa dei lavoratori. Era allora in atto una forte mobilitazione del popolo siciliano per un profondo rinnovamento economico e sociale, di cui caposaldo era la riforma agraria, e quindi per una nuova collocazione della Sicilia nel processo di sviluppo, modernizzazione e democratizzazione del Paese, secondo lo spirito dello Statuto autonomistico. La strage di Portella - dice Napolitano - venne compiuta da forze reazionarie che hanno usato banditismo e mafia per colpire, all'indomani della prima elezione dell'Assemblea regionale, i nuovi processi democratici, volti ad aprire la strada alla trasformazione della societa' siciliana. Occorre continuare la ricerca della verita' su tutte le circostanze e le responsabilita' di quell'inaudito massacro: non solo per dovere verso le vittime innocenti, ma anche per quel che Portella della Ginestra rappresento' come primo segno di una volonta' eversiva della nuova legalita' democratica repubblicana".




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26 aprile 2007

La vignetta




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14 aprile 2007

Manifesto per l'eguaglianza dei diritti. Occorrono altre firme, aiutaci!

Cari amici, avete letto il Manifesto per l'Uguaglianza dei Diritti che chiede l'accesso all'istituto del matrimonio anche per le persone lesbiche e gay quale traguardo compiuto di uguaglianza sostanziale e formale e superamento di pesanti discriminazioni sociali, culturali e giuridiche?
 
Abbiamo deciso di far sentire la nostra voce su un tema che costituisce l'obiettivo di tutti i movimenti glbt in Europa e nel mondo, ma che in Italia è considerato tabù, e del quale addirittura troppe volte si nega costituisca una rivendicazione delle persone glbt.  Capita spesso di sentire dal mondo politico, anche nell'ambito del dibattito Dico si / Dico no, frasi del tipo: "ma in Italia nessuno chiede il matrimonio per le persone gay?". Non è così ed è bene che lo si sappia! Ugualmente, è importante che tutti possano rendersi conto che le
discriminazioni verso le persone glbt , e di conseguenza gli ostacoli al compimento di istanze irrinunciabili di giustizia sociale, non verranno superate né con i Dico né con leggine da elemosina o da compromesso politico fatte per asservire il potere teocratico clericale-vaticano.

         Abbiamo bisogno di aiuto per diffondere il "Manifesto per l'eguaglianza dei diritti". In queste settimane grazie all'attenzione di alcuni media, specialmente gay, e in particolare al forte sostegno del sito www.gay.tv - che ringraziamo -, siamo riusciti a raggiungere quasi 2.700 firme 'pubbliche', visibili sul sito internet e una cinquantina 'riservate'. Altre 400 firme le abbiamo raccolte in P.za Farnese a Roma durante la manifestazione "Diritti ora" del 10 marzo scorso dove il nostro Manifesto ha avuto molto successo. Ringraziamo inoltre in modo particolare anche coloro che ci stanno aiutando: il Webmaster Mihaj Romanciuc, Guido Allegrezza, Clara Comelli, Luca Piva, Yuri Guaiana, Carlo Donati, Matteo Pegoraro, Francesco Conti, Malena Zingoni e Josè Rodrigo dalla Spagna, Ottavio Marzocchi da Bruxelles.

Le firme sono tante rispetto ai pochi canali di pubblicizzazione di cui abbiamo finora goduto, e ancora troppo poche per le ambizioni del Manifesto-Appello.

         Altra questione molto importante è la qualità delle firme: vi sono quelle di quasi tutti i rappresentanti del mondo associativo, editoriale, culturale e ricreativo glbt, insieme a quelle di alcuni parlamentari, in primis quelli radicali. In questi giorni si sono poi aggiunte, tra le altre, quelle di Gianni Vattimo, Luciana Littizzetto e della Open House di Gerusalemme.

         L'aiuto che ti chiediamo è di diffondere il Manifesto-Appello attraverso i tuoi canali, amiche e amici, fidanzate o fidanzati, amanti, conviventi, famiglie di fatto o di diritto, siti internet, blog, giornali, media, mailing list e altre vie. Un altro modo per sostenere questa iniziativa è quello di costituire un comitato locale ad hoc come già hanno fatto a Salerno e a Trieste dove ci sarà un dibattito il 14-4 sul Manifesto
(
http://www.christinasponza.it/dibattito_matrimoniodirittogay.htm).

         L'obiettivo è di far sentire più forte la nostra voce. Dobbiamo anche batterci per coloro che non possono farlo e che si trovano in condizioni difficili.

         Aiutaci anche con un contributo (le modalità si trovano sul sito www.matrimoniodirittogay.it). Finora abbiamo raccolto pochi spiccioli (50 Euro) a fronte di molte spese. 

 Grazie per l'attenzione.



Appello

Al Presidente della Repubblica, ai Membri del Governo, del Parlamento italiano ed europeo, ai Rappresentanti delle Istituzioni locali, alle Associazioni per la difesa e la promozione dei diritti civili e umani, alle Parti Sociali, ai media, alle cittadine e ai cittadini italiani ed europei
 

  • Noi sottoscritti, consapevoli dell'importanza che i valori e i principi fondamentali di uguaglianza e pari dignità sociale sanciti dalla nostra Costituzione hanno per il libero e pieno sviluppo della persona, riteniamo che il provvedimento del Governo in materia di Unioni Civili non esprima una posizione laica e di respiro europeo e soprattutto non sia compatibile con il nostro dettato costituzionale.
  • I diritti di cui è questione sono evocati e rivendicati come palliativi di situazioni limite, in altre parole come meri rimedi giuridici nell’emergenza o come strumenti di pura gestione patrimoniale (assistenza ai detenuti, ai malati e ai morenti; subentro in affitto di case, eredità), rimedi peraltro in parte già esistenti nel nostro ordinamento: al contrario, il diritto a realizzare un Progetto di Vita comune, matrimoniale o familiare, è elemento fondante ed essenziale per il pieno sviluppo della persona e, in quanto tale, é garantito dagli articoli 2 e 3 della Costituzione italiana.
  • Il provvedimento governativo prevede invece il riconoscimento di alcuni limitati diritti alle persone che abbiano deciso di costituire un'unione di fatto, ma non esaurisce la discriminazione in atto nel nostro Paese in ragione del sesso e dell’orientamento sessuale dei componenti la coppia, restando in ogni caso precluso l’accesso all’istituto del matrimonio civile per la coppia omosessuale e disponendo di conseguenza una sostanziale e inammissibile diversità di accesso al diritto legata alla condizione della persona, cosa che costituisce un vulnus inammissibile verso i Principi Fondamentali della nostra Costituzione.
  • Noi invece siamo profondamente convinti che a tutti i cittadini e a tutte le cittadine deve essere garantita parità e uguaglianza e pertanto anche il diritto di registrare a tutti gli effetti le loro unioni, indipendentemente dal loro sesso e dal loro orientamento sessuale. 
  • Occorre affermare che il matrimonio civile è un istituto giuridico non sostituibile, né vicariabile da altri, e che solo con l’accesso anche delle coppie dello stesso sesso a tale istituto è rispettato e pienamente applicato il principio fondamentale di eguaglianza e pari dignità sociale di tutti i cittadini sancito dalla nostra Costituzione.
  • Il riconoscimento della coppia di fatto, il diritto al matrimonio civile indipendentemente dal sesso dei coniugi e senza alcuna compressione dei diritti di genitorialità e adozione, può e deve essere garantito da una legislazione analoga a quelle della Spagna, del Belgio, dei Paesi Bassi e del Canada. La disciplina normativa dovrà riferirsi ai componenti del nucleo familiare con il termine «coniugi», assicurare parità di trattamento a tutte le coppie indipendentemente dal sesso dei coniugi e riformare le leggi laddove esistono esplicite forme discriminatorie (ad esempio la legge 40/2004 sulla fecondazione assistita), così come previsto dalla Proposta di Legge n. 1244 (XV Legislatura: primo firmatario Daniele Capezzone). 
  • Facciamo appello per una affermazione comune di libertà a tutti coloro che condividono aspirazioni inclusive, laiche, fondate sulla parità dei diritti, proprie dell'Europa che vogliamo e che  già esiste, di un'Europa in cui il diritto costituisce l'orizzonte di civiltà dei singoli, delle comunità e delle Istituzioni che li rappresentano, contro il pregiudizio, l'esclusione e contro la discriminazione, che l'art. II 81 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea vieta in qualsiasi forma, compresa quella fondata sull'orientamento sessuale.




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12 aprile 2007

Anno Zero: un filmato terribile e straziante incentrato sulle collusioni politiche e mafiose e su Fulvio Sodano

Un video di estrema attualità. Un filmato terribile e straziante, incentrato sulle collusioni politiche e mafiose, ma soprattutto sulla figura di Fulvio Sodano, ora immobilizzato su una sedia a rotelle per un male molto grave (sclerosi laterale amiotrofica).
Gli autori del servizio, stralciato dalla puntata di "Anno Zero" del 5 ottobre 2006, sono Stefano Maria Bianchi ed Alberto Nerazzini.
Da questo video è partita tutta l'inchiesta che ha portato agli arresti clamorosi di Bartolo Pellegrino ed altri politici e imprenditori locali. Particolarmente comica la scena in cui Nasca, in un'edicola, aggredisce l'inviato di Anno Zero che tenta di fargli qualche domanda.




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11 aprile 2007

COME AVERE LA BENZINA A META' PREZZO? Diamoci da fare...

Dal Blog di Beppe Grillo parte un' iniziativa. Provare non costa nulla...
COME AVERE LA BENZINA A META' PREZZO?


Anche se non hai la macchina, per favore fai circolare il messaggio agli amici. Benzina a metà prezzo? Diamoci da fare...
Siamo venuti a sapere di un'azione comune per esercitare il nostro potere nei confronti delle compagnie petrolifere. Si sente dire che la benzina aumenterà ancora fino a 1.50 Euro al litro. UNITI possiamo far abbassare il prezzo muovendoci insieme, in modo intelligente e solidale.
Ecco come.
La parola d'ordine è "colpire il portafoglio delle compagnie senza lederci da soli". Posta l'idea che non comprare la benzina in un determinato giorno ha fatto ridere le compagnie (sanno benissimo che, per noi, si tratta solo di un pieno differito, perchè alla fine ne abbiamo bisogno!), c'è un sistema che invece li farà ridere pochissimo, purché si agisca in tanti.

Petrolieri e l'OPEC ci hanno condizionati a credere che un prezzo che varia da 0,95 e 1 Euro al litro sia un buon prezzo, ma noi possiamo far loro scoprire che un prezzo ragionevole anche per loro è circa la metà.

I consumatori possono incidere moltissimo sulle politiche delle aziende; bisogna usare il potere che abbiamo.

La proposta è che da qui alla fine dell'anno non si compri più benzina dalle due più grosse compagnie, SHELL ed ESSO, che peraltro ormai formano un'unica compagnia. Se non venderanno più benzina (o ne venderanno molta meno), saranno obbligate a calare i prezzi. Se queste due compagnie caleranno i prezzi, le altre dovranno per forza adeguarsi.

Per farcela, però dobbiamo essere milioni di non clienti di Esso e Shell, in tutto il mondo.

Questo messaggio proviene dalla Francia, è stato inviato ad una trentina di persone; se ciascuna di queste aderisce e a sua volta lo trasmette a, diciamo, una decina di amici, siamo a trecento. Se questi fanno altrettanto, siamo a tremila, e così via.

Di questo passo, quando questo messaggio sarà arrivato alla "settima generazione", avremo raggiunto e informato 30 milioni di consumatori!

Inviate dunque questo messaggio a dieci persone chiedendo loro di fare altrettanto. Se tutti sono abbastanza veloci nell'agire, potremmo sensibilizzare circa trecento milioni di persone in otto giorni!

E' certo che, ad agire così, non abbiamo niente da perdere, non vi pare?

Vaffanculo per un po' ai bollini e regali e baggianate che ci vincolano a queste compagnie. Coraggio, diamoci da fare.




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6 aprile 2007

I blog possono essere considerati un'alternativa ai quotidiani? L'intervista

I blog possono essere considerati un'alternativa ai quotidiani? In un prossimo futuro potrebbero dare una stangata alla carta stampata? Ormai il dibattito nel mondo dell'editoria è aperto e noi ne parliamo con Fabio De Luigi, giornalista di Ferrara, esperto di Innovazione Tecnologica.


(tratta dall'intervista radiofonica, condotta durante la mia trasmissione)

Buongiorno Fabio, si parla dei blog e dei fruitori di blog come di una "blog generation". Il mondo dei blog può davvero cambiare il modo di fare informazione?

Secondo me un po' lo ha già cambiato. Ci sono casi di blog che hanno veramente fatto nascere notizie, abbiamo blog che creano anche nuovi canali di comunicazione, segnalazioni di luoghi e di situazioni del mondo di cui, altrimenti, non avremmo notizie.

Parliamo del lettore, di come si confronta con questa nuova realtà, e del ruolo del giornalista. Spiegaci come si trasformano, secondo te, in questo contesto, i ruoli del giornalista e del lettore.

Mi viene in mente un vecchio parallelo che troviamo spesso nel mondo dei giornalisti: "per costruire una notizia si dice che ci sono delle persone che filtrano le notizie verso l'alto fintanto che il fatto lentamente si trasforma in notizia, in notizia importante, sempre di più. Ecco, la scienza di colui che filtra le notizie e la possibilità di lanciare da parte di chiunque notizie in rete crea assolutamente un punto di vista nuovo. Tuttavia non credo questo nuovo punto di vista possa, in qualche modo, sostituire completamente i media tradizionali come la carta stampata ad esempio. Di sicuro può contribuire a sovvertire alcuni dei tradizionali meccanismi di fare informazione.

La rete ha moltiplicato la quantità di informazioni disponibili. Com'è possibile orientarsi in questo marasma di notizie, quali possono essere gli strumenti?

Mah, su questo non c'è una regola, secondo me, nel senso che io ad esempio sono un frequentatore di blog, ogni tanto trovo blog nuovi e interessanti ma credo che una sana diffidenza verso un'informazione cosiddetta "spontanea" sia il primo requisito. Diffidenza da un lato e consapevolezza dall'altro. Ogni sito può rivelare dinamiche nascoste di informazione e solo il tempo, l'assiduità, anche la serietà di chi ci lavora, riesce a far capire alla lunga cosa è nuova informazione, cosa è solo "rumore" o qualcosa che è intermedio tra i due, come spesso in realtà accade sui blog appena nati.

Prima di chiudere un'ultima domanda. Vorresti consigliare un blog ai nostri radioascoltatori? 

Ne consiglio uno e ne consiglio una famiglia. Il primo è una bellissima sintesi tra i blog informativi e il mestiere del giornalismo, è uno dei blog di Pino Scaccia, giornalista Rai, collega molto noto e preparato, http://pinoscaccia.splinder.com. E poi consiglio una famiglia di blog (http://riverbendblog.blogspot.com/, http://afamilyinbaghdad.blogspot.com/) che io ho usato in passato e sono quei blog curati da persone che vivono a Bagdad, è un bel modo di vedere una realtà che tutti i giorni ci viene raccontata dai media.    

Grazie Fabio per la tua disponibilità, continua ad ascoltarci in streaming come fai di solito, buona giornata e buon lavoro.

Grazie a te e ai radioascoltatori.




permalink | inviato da il 6/4/2007 alle 16:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


 

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